Bush-Putin, spiraglio
| La Russia ripete il Niet all’allargamento della Nato, ma apre a un accordo sul disarmo | |
| MAURIZIO MOLINARI (Pubblicato su “La Stampa del 7/4/200 |
|
| SOCI (Russia) «Sistema antimissile globale»: concordando questa definizione George W. Bush e Vladimir Putin hanno gettato le basi negoziali per superare il persistente disaccordo sullo scudo voluto dalla Casa Bianca, nel loro ultimo summit segnato dalla «Strategic Framework Declaration», un testamento politico destinato ai loro successori. Il primo dei quali è il russo Dmitry Medvedev che ha preso parte al vertice in punta di piedi in attesa di insediarsi formalmente come capo di Stato al Cremlino il 7 maggio prossimo. I colloqui nella dacia presidenziale sulle rive del Mar Nero sono stati segnati dall’amicizia fra i due leader, dalle convergenze strategiche, dal disaccordo sull’allargamento della Nato a Est e da un passo avanti verso la soluzione del contenzioso sulla difesa antimissile. L’amicizia personale è trapelata dal linguaggio del corpo - sorrisi, segni di assenso, calorose strette di mano, nostalgia e perfino gli abiti identici indossati dai due presidenti - così come dalla premessa del documento in cui si ribadisce che la «Guerra Fredda è finita» esprimendo la determinazione a costruire «una pace durevole nel rispetto dei diritti umani». Bush si è lamentato del fatto che «abbiamo passato molto tempo a rispondere a chi in America e in Russia pensa ancora che ci sia la Guerra Fredda» e Putin gli ha fatto eco: «Abbiamo gestito l’agenda in maniera da evitare che i disaccordi pregiudicassero le nostre relazioni e questo ha rafforzato l’intera architettura dei rapporti tra i nostri due Paesi». La dichiarazione di Soci illustra questa «architettura»: impegno per un nuovo trattato sul disarmo Start, in sostituzione di quello in scadenza, che dal 2009 riduca le armi nucleari «ai livelli più bassi»; un rinnovato trattato sulle armi convenzionali; la prevenzione della proliferazione delle armi di distruzione di massa; l’Iran potrà avere il nucleare solo a scopi pacifici; guerra al terrorismo; sostegno americano all’entrata tante volte rinviata della Russia nella Wto e nell’Ocse come alla fine delle limitazioni al commercio. Ma la vera novità arriva a pagina 2 del documento e riguarda la difesa antimissile che resta, come dice Putin, «tema di disaccordo». Persistendo le differenze, le due frasi del paragrafo descrivono il passo avanti che è stato compiuto. La prima stabilisce che «entrambe le parti sono interessate a creare un sistema per rispondere a potenziali minacce missilistiche nel quale Stati Uniti, Russia ed Europa partecipino come partner uguali». E’ la genesi di quello che Bush e Putin chiamano «sistema globale di difesa antimissile». Fu il leader russo a proporlo nel luglio dell’anno scorso nel summit di Kennebunkport ed ora diventa un progetto definito: un sistema congiunto Usa-Europa-Russia capace di abbattere missili lanciati da Stati o gruppi terroristi in Medio Oriente. La seconda frase fotografa le differenze e suggerisce come superarle: «La Russia mantiene l’opposizione alle basi Usa in Polonia e Repubblica Ceca e ribadisce le proprie alternative», ma al tempo stesso «apprezza le misure proposte dagli Usa e dichiara che se concordate ed applicate saranno importanti per attenuare le preoccupazioni russe». E’ stato Bush ad illustrare queste «misure» durante i colloqui e Putin ha gradito l’approccio, spiegando che «l’accordo è possibile», ma puntualizzando quali garanzie servono: «Il sistema antimissile deve essere creato e gestito assieme» e «i nostri esperti dovranno essere presenti in maniera permanente nelle basi». La risposta del presidente Usa è stata di apertura: «Comprendo che la Russia vuole essere sicura che il sistema non sarà puntato contro di lei, in tal caso andrebbe incontro a forti spese, ma il sistema a cui pensiamo è ideato per intercettare il lancio di un missile, forse due, non per bloccare eventuali lanci multipli russi». Sull’allargamento ad Est della Nato il disaccordo resta invece marcato: «Portare le ex repubbliche dell’Urss nella Nato è una strategia da Guerra Fredda, meglio sarebbe sviluppare buone relazioni con la Russia» dice Putin, ricordando il detto di Churchill «se non riesci a cambiare approccio è un segno di estremismo». Sarà ora Medvedev a gestire i rapporti con la Casa Bianca. Putin pensa già ad altro: «Se sarò premier del governo russo mi occuperò di questioni sociali». |
|