(ANSA) – ROMA, 7 APR – Il segretario della Democrazia Cristiana, Giuseppe Pizza, ha annunciato in una conferenza stampa che ritirera’ la propria lista.Pizza ha anche precisato che si riservera’ ‘ogni tutela dei relativi diritti nelle sedi competenti, salvo quella di contestare la validita’ delle elezioni’. In una lunga lettera da lui indirizzata a Napolitano, Prodi e Amato, Pizza critica il ministro, spiegando di essere giunto a questa scelta per evitare il possibile rinvio della consultazione.
Aprile 7, 2008
Schede, Casini: con cambio si rischia regime Pd-Pdl
“Si sta usando la pistola di Bossi, caricata in modo irresponsabile, per costringere il governo a violare le regole del gioco mentre la partita è in corso. Quello che sta capitando è indecente. Si vuole obbligare il ministro Amato a violare la legge, a fare un decreto, per creare condizioni di favore per i due partiti maggiori”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell’Udc, in una conferenza stampa a Montecitorio. “Questo è contro la legge, contro la Costituzione e contro in buon senso. Noi siamo certi – spiega il leader dell’Udc – che il Capo dello Stato non consentirà uno strappo così forte delle regole costituzionali, ma mi preme sottolineare l’irresponsabilità di chi questo strappo lo sta congegnando”. Alla domanda sulle possibili ripercussioni del caso Pizza sul voto Casini risponde: “Questa questione è irrilevante, Amato ha applicato la legge fatta dal centrodestra. Il problema è che lo si vuole obbligare a modificare le regole al fine di creare una scheda ad hoc per fare gli interessi di Berlusconi e di Veltroni. Io credo che ci sia un rischio regime se passa un ipotesi di questo tipo, ma sono certo che il Presidente della Repubblica non la farà passare”. “Ecco una prova di quello che Pd e Pdl insieme possono fare, stanno stritolando le regole del voto democratico, che deve essere limpido e secondo legge”, conclude Casini.
Fonte: Ansa
PDuequadro
Il Tribunale di Roma ha proibito l’uso del mio nome e della mia immagine per le elezioni politiche alle liste che se ne erano appropriate senza diritti. Le liste “dovranno cessare ogni utilizzo con qualsiasi forma e modo del nome e dell’immagine di Beppe Grillo ed ogni riferimento alla sua persona astenendosi in particolare dall’identificare l’attività politica delle rispettive liste di riferimento attraverso simboli, elementi grafici e scritti che riconducano direttamente o indirettamente alla persona del ricorrente”.Per i dettagli leggete la sentenza.
Le liste citate nella sentenza sono: “Amici di Beppe Grillo”, “No Euro – Lista del Grillo“,”Movimento ultima speranza – Grilli d’Italia”, “Forza Grillo”, “Lista Grilli Parlanti” e “Grilli d’Italia”.
Le elezioni politiche sono incostituzionali non possiamo scegliere il candidato e neppure il programma. Sono solo un pretesto per formare il governo Veltrusconi. Le prove generali di inciucio sono sotto i nostri occhi. La legge 30/Maroni la vogliono entrambi. La legge Gasparri la vogliono entrambi ( la Gentiloni è fumo negli occhi). Il conflitto di interessi anche. Le leggi ad personam pure.
Questa legge elettorale, un vero esproprio democratico, la vogliono sia Testa d’Asfalto che Topo Gigio. Il centro sinistra ha avuto a disposizione quasi due anni per cambiarla, non ha fatto nulla. Non solo Cuffaro e Dell’Utri saranno rieletti, “ma anche” Carra, Crisafulli, D’Alema, Fassino (4 legislature) e sua moglie Serafini (5 legislature). La copppia di diamante del Parlamento. Si scelgono persino gli stessi testimonial: precari, “ma anche” industriali. Gente incensurata, “ma anche” pregiudicati. Dopo le elezioni Veltrusconi taglierà la Lega e Antonio Di Pietro e farà il partito unico. PD e PDL diventeranno PDuequadro. L’evoluzione della P2. A Topo Gigio daranno la tessera numero 1, lo psiconano si terrà la sua vecchia tessera numero 1816, regalo di Licio Gelli. Le prossime elezioni saranno più semplici. Le elezioni del broglio perfetto. Il non voto è l’unico voto utile.
Vorrei chiedere, a nome del popolo italiano, 300.000 euro al giorno, a partire dal primo gennaio 2006 al Partito Radicale. E’ la multa che pagheremo per non aver applicato la sentenza europea per l’attribuzione delle frequenze di Rete4 a Europa 7 nell’ultimo Consiglio dei ministri. Il ministro Emma Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha infatti dichiarato che la sentenza “non aveva carattere di urgenza“.
Fonte: http://www.beppegrillo.it/2008/04/pduequadro/index.html?s=n2008-04-06
Vieni avanti decretino
Uliwood party
l’Unità, 5 aprile 2008
Ottime notizie dal loft del Pd. Pessime invece da Palazzo Chigi. L’entourage di Veltroni, scrive il Corriere, si è reso contro che l’ultima settimana di campagna elettorale dev’essere giocata all’attacco di Berlusconi, per “mobilitare gli indecisi” ad andare a votare. “Il buonismo - avrebbe detto Goffredo Bettini - mi ha rotto le scatole”. Meglio tardi che mai. Ora però il rischio è che, dopo mesi di dialogo dissennato con l’avversario che rispondeva a colpi d’intrighi e insulti, un’improvvisa impennata polemica suoni fasulla. E non sortisca l’effetto sperato. Dopo aver rimosso per anni i rapporti del Cainano con la mafia, le mazzette ai giudici, i bilanci truccati, le leggi vergogna, le menzogne su tutto e su tutti (da Alitalia alla statura: ha ricominciato a dire di esser alto 1 metro e 71, quando supera a fatica il metro e 60), rispolverarli a freddo prima del voto sarebbe controproducente.
Come attaccare, allora? Anzitutto sottolineando l’impresentabilità di certe new entry nelle liste del Pdl, che renderebbero ridicolo qualunque programma elettorale, anche il migliore. Anche chi crede ciecamente alle promesse del Cavaliere e dei suoi alleati potrebbe nutrire qualche dubbio sulla possibilità di realizzarlo con Ciarrapico (camicia&fedina nera), il generale Speciale (spigole di Stato e voli di Stato a spese dei contribuenti), gli amici dei mafiosi e dei camorristi (l’ultimo l’han beccato l’altroieri a Milano), lo sputacchiere Barbato, il mortadellaro Strano, il fantasmagorico Pizza, la fisioterapista personale del Capo e le bonazze di contorno. Un po’ di sana pubblicità negativa non ha mai guastato, in campagna elettorale. E poi c’è un tema che tutti capiscono e molti condividono, non solo a sinistra: la liberazione della tv dalla politica. Fuori i partiti dalla Rai, fuori Berlusconi da Mediaset o dalla politica, tetto antitrust di una rete per ogni soggetto privato, mercato aperto a nuovi soggetti.
E qui veniamo alla cattiva notizia da Palazzo Chigi: il 1° aprile (e quando, se no?) il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per l’immediata esecuzione di tutte le sentenze della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Tutte tranne una: quella del 31 gennaio 2008, che dichiara illegittime le nostre leggi sulla tv perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7 in virtù della celebre gara per le concessioni nazionali del 1999, vinta da Europa7 e persa da Rete4. Perché mai quella sentenza no e tutte le altre sì? “Perché - spiega il ministro Emma Bonino – non aveva carattere di urgenza. Se si trova una soluzione, può essere presa in considerazione più avanti o in un secondo decreto”. Più avanti? Secondo decreto? Ma il governo è agli sgoccioli e tra un mese – se tutto va male – potrebbe insediarsi il governo Berlusconi III. La lasciamo eseguire a lui la sentenza che manda Rete4 su satellite? Cos’è, un pesce d’aprile? Proprio l’altroieri, sul Sole-24 ore, il consigliere di Mediaset Gina Nieri dettava la linea ai partiti. Questa gente è talmente abituata a scriversi le leggi su misura, da avere smarrito ogni pudore residuo. “Nella vulgata dei Grillo e dei Di Pietro – dice la Nieri – Rete4 è illegale e usurpa le frequenze di Europa7. Ma non lo è affatto: lo provano le leggi approvate dal 2003 in poi”. Cioè il decreto salva-Rete4 e la Gasparri, fatte da Berlusconi pro domo sua e bocciate dalla Corte europea, come pure la Maccanico del ‘97 e il principio ispiratore della Gentiloni, per via dell’infinita “fase transitoria” che mantiene lo status quo in attesa del mitico, anzi mitologico digitale terrestre. Aggiunge la Nieri: “Dai programmi del Pd e del Pdl Mediaset non ha nulla da temere”. Anzi quello del Pd le piace tanto perché “non c’è il tetto del 45% alla pubblicità”. Insomma, sarebbe ancor più favorevole a Mediaset della già blandissima Gentiloni (peraltro mai approvata).
Ecco cosa potrebbe dire Uolter, facendo un po’ di compagnia a Di Pietro: che Berlusconi e le sue Gine non devono illudersi, anzi non han capito nulla: il primo decreto del suo governo raderà al suolo la Gasparri (risparmiando all’Italia l’annunciata supermulta europea di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006), libererà la Rai dai partiti e dalla loro Vigilanza,e applicherà la sentenza europea e le due note sentenze della Consulta: cioè leverà le frequenze a Rete4 e le darà a Europa7. Vedi mai che, parlando chiaro sulla tv, si conquistino molti incerti di sinistra e pure qualcuno di destra.
permalink | creato da marco_travaglio il 6/4/2008 alle 18:30 | ![]()
Bossi: «Per fermare queste schede-porcheria potremmo prendere i fucili»
«Imbracceremo le armi contro la canaglia romana comunista che sta facendo apposta per impedire il voto»
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VERBANIA – «Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili». Lo ha dichiarato Umberto Bossi in un comizio a Verbania. «I veneti, i piemontesi, i lombardi non permetteranno questo imbroglio. Il ministro dell’Interno ha fatto stampare schede in cui di fatto non si può votare. Con due simboli collegati, in cui chi vota per uno vota per due e quindi crea confusione», ha aggiunto il leader della Lega Nord. «Fate tutti molta, molta attenzione e mettete una croce al centro del simbolo giusto. Noi comunque terremmo le cose sotto controllo. Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana che sta facendo apposta a impedire il voto». Le affermazioni di leader del Carroccio sono forti e i giornalisti al seguito gli chiedono di chiarirle. «La rabbia della gente è tanta per questa schifezza che è un vero attentato alla libertà», spiega Bossi. «Volevo dire che noi alla democrazia ci teniamo e che democraticamente reagiremo a ogni tentativo di impedire la chiarezza e la regolarità in cabina elettorale. Non è infatti pensabile che si possa vedere annullato il voto solo perché facendo una croce si va a sbattere su un altro simbolo».
VITTORIA A MANI BASSE – Bossi ha ribadito la sua certezza «in una vittoria a mani basse anche se i romani, i comunisti, stanno facendo di tutto per impedire il voto, con queste schede tranello. I comunisti non sono cambiati – ha aggiunto – sono canaglie antidemocratiche, abbiamo anche mandato a dire al presidente della Repubblica di darci un’occhiata».
REPLICHE - Immediata le repliche. Walter Veltroni, candidato premier del Partito democratico: «Voglio sapere da chi si candida a governare questo Paese, se uno che dice queste parole può essere chiamato a fare il ministro delle Riforme. Ma dove viviamo, dove siamo? Imbracciare i fucili? Con queste parole il Paese non reggerà, la destra è solo capace di seminare odio e paura. Giurano sulla Costituzione solo per avere le auto blu e un posto da ministro». A Veltroni risponde il leghista Roberto Calderoli: «Veltroni se è ancora uomo e non ha svenduto i propri attributi come pegno da pagare per entrare nella Banda Bassotti, si rivolga al suo ministro Amato e al suo governo. Se non intervengono le istituzioni a difendere la democrazia e la Costituzione, questa difesa passerà al popolo». Il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace: «A Bossi qualcuno dovrebbe ricordare che in Parlamento hanno votato la legge che loro stessi hanno definito porcata. A Milano fanno la faccia feroce, a Roma stanno a tavola con i loro padroni». Giuseppe Giulietti, portavoce del movimento Articolo 21: «Berlusconi ora il dovere morale di prendere le distanze e di rompere l’alleanza con Bossi». In precedenza aveva detto Silvio Berlusconi a Palermo: « Ciò che lega me e Bossi è un’autentica amicizia fraterna. Noi consideriamo i nostri alleati carne della nostra carne e sangue del nostro sangue». Angelo Bonelli (Sinistra arcobaleno): «Berlusconi è alleato di chi incita all’insurrezione armata. Siamo in presenza di parole pericolose e vergognose».